MARIA VALTORTA

AUTOBIOGRAFIA


Presentazione tratta dalla seconda edizione del 1981

 


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Quale titolo dare a questa storia vera? Quello di un fiore. Di quale fiore?


Al tempo in cui io sono nata il biancospino spruzza di neve viva le siepi fino allora brulle, ed i suoi fioretti, candidi come piuma perduta da colomba in volo, carezzano le spine rosso-brune dei suoi rami. In certi paesi di Italia chiamano il biancospino selvatico «Spina Christi» e dicono che la corona spinosa del Redentore era fatta di questi suoi rami che, se torturanti per la carne del Salvatore, sono protettori dei nidi che nuovamente s'empiono di pispigli e d'amore.


Ai piedi del biancospino, fiore quaresimale nella veste e cristiano nell'umiltà, odora mite la violetta... Un odore più che un fiore... un lieve e pur penetrante odore, un umile e pur tenace fiore che di tutto si accontenta per vivere e fiorire.


Vorrei chiamare questa vita col nome di uno di questi due fiori e specie della violetta, che vive nell'ombra ma che sa che su lei splende il sole per darle vita e calore. Lo sa, anche se non lo vede; e odora, esalando tutta sé stessa in incenso d'amore, per dirgli «grazie».


Io pure, anche se paio dimenticata dall'eterno Sole, so - e l'anima non dice il suo segreto regale - che Egli, il mio Sole, è su me, e con tutta me stessa esalo il mio cuore a Lui per dirgli: «Grazie di avermi amata!».

 

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Il volume è diviso in sette parti, cliccabili, secondo l'indice seguente.

 

Indice generale con sommario
Premessa

 

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È una storia vera, che può intitolarsi al nome della violetta.

 

1a Parte

 

«Per la qual cosa ti dico che le son rimessi i suoi molti peccati perché molto ha amato. Ora quegli a cui meno si perdona, meno ama».
Perché -e come narra la propria vita. La nascita a Caserta e la nutrice. Il carattere. Trasferimento a Faenza al diciottesimo mese. Rapporti con i genitori. Morte del nonno materno. Trasferimento a Milano nel settembre 190 l.

 

Il primo incontro
All'asilo a quattro anni e mezzo, presso le Orsoline di Via Lanzone a Milano. Primo incontro con Dio e ansia di essere simile a Lui crocifisso per amore. Colpita da tosse canina, lascia l'istituto delle Orsoline.

 

La mia Pentecoste
All'istituto delle Marcelline nell'ottobre 1904. Riuscita negli studi, vizi e virtù. La fiera degli o bei, o bei in piazza S. Ambrogio a Milano. Il dovere e l'amore. Morte della nonna materna. La prima confessione il 18 marzo 1904. Preparazione alla Cresima, che riceve dal card. Ferrari il 30 maggio 1905.

 

Gli amici uomini
Gli amici del padre, che sono ufficiali e soldati, e altri amici, tra cui le domestiche. Episodio della collegiale turbata; rispetto per gli innocenti; risposta lenta ma progressiva all'appello di Dio.

 

Le cose amiche
Amore alle bestie. Amore ai fiori, al creato e all'arte.

 

 
2a Parte

 

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In quaresima sono accaduti gli avvenimenti principali della sua vita (55). In lei l'amore unito al dolore.

 

Il dolore di Papà
Il padre tradito da un collega che gli ruba un'invenzione in campo militare. Il padre distrutto nella psiche dal carattere della moglie, che provoca continue scenate. Non può perdonare perché non può dimenticare il male fatto a suo padre.

 

Voghera
Trasferimento a Voghera nel settembre 1907. Passa alle scuole comunali con molto profitto e conduce una vita fra la natura. Frequenta le lezioni di francese dalle suore Adoratrici del Ss. Sacramento, che la rimettono in comunicazione con Dio. La prima Comunione a Casteggio, nella prima domenica dell'ottobre 1908. Gesù riprende la sua opera di seduzione in lei. Torna dalla Francia il fratello della mamma: sua storia. Passata alle scuole complementari, soffre le angherie di una direttrice ingiusta, mentre a casa la presenza dello zio malato determina la sua entrata in collegio.

 

In collegio
Entra in collegio il 4 marzo 1909, spezzata nell'intimo ma altèra dinanzi all'ingiusta decisione. I primi giorni nel Collegio Bianconi di Monza con le buone suore e le care collegiali; primi successi a scuola, fatta eccezione per la matematica. La visita dei genitori dopo dieci giorni e il suo dolore dignitoso. I vari modi dell'umano soffrire e il carattere del Valtortino. Come è regolata la vita del collegio, dove si trova benone ed è amata. Gli studi fatti in collegio

 

... Di cui sicuro solo è colui che fede certa ha in Cristo
In collegio la sua anima si volge di nuovo a Dio. Come si pratica la religione in collegio. Torna il dialogo con Gesù che la istruisce. Le letture in collegio e la prima conoscenza di S. Teresa del Bambino Gesù. Primi voti e prime offerte nel santo desiderio di immedesimazione con Cristo. Pratiche di pietà mariana. Il suo dormire col crocifisso Le sue piccole sofferenze umane in collegio. Il grande dolore della malattia di suo padre. Le cadute che cominciano a ledere la spina dorsale. Premonizioni nel sonno. I suoi dolori spinali, smentiti da una visita medica, e l'ultimo anno scolastico in collegio.

 

«Ti benedico, o Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate agli umili»
Gli ultimi esercizi spirituali in collegio nel novembre 1912: reazioni diverse nelle collegiali; teoria sull'indulgenza plenaria dell'amore; luce rivelatrice sul futuro della sua vita, che avrebbe offerto a Dio non un amore innocente ma un amore penitente sul modello di Maria Maddalena, e il nascosto martirio del cuore. La sua vocazione dovrà realizzarsi nel mondo e non nel chiostro. Con animo straziato lascia il Collegio il 23 febbraio 1913. Torna a profilarsi la dura prova del vivere con la terribile mamma.

 

3a Parte

 
Firenze

La riconoscenza dell'anima perdonata e salvata da Dio deve essere superiore a quella dell'anima preservata dal male. Arrivo a Firenze nel marzo 1913: la nuova abitazione, le visite alla città, la vita quotidiana, le coraggiose pratiche di pietà, il turbamento per una cattiva amicizia. Gli altri inquilini della casa e la famiglia di Mario. L'incontro con Roberto, il loro scambievole amore silenzioso, la scenata della mamma che demolisce e dissacra. La sua trasformazione in Dio durante quella situazione tanto infelice da portare il desiderio della morte. Le premure di Mario che è come un fratello. Influenzata da Dante, ha la vocazione di portare al bene col proprio esempio. Arretra dalla strada del bene fino a scivolare verso la disperazione, che è la più triste delle miserie, e sente la tentazione della carne e del suicidio. La notizia della morte in guerra di Roberto, che resta il suo unico vero amore di donna, e il suo andare a Dio dopo le esperienze umane. Importanza dei sogni, narrazione del sogno fondamentale della sua vita nel quale Gesù l'assolve e benedice, e sua conseguenza benefica sulle tentazioni. Rispondendo ad una lettera di P. Migliorini, chiarisce il concetto di perdono e del giudicare, attesta il suo amore per la mamma, e parla del giusto amore alle bestie. Ha la visione di Gesù, ma le manca ogni conforto umano.
 
La cugina e lo zio
Con la cugina Giuseppina e altri due cuginetti, ospiti a Viareggio. Le invisibili presenze nella casa di Via Umberto I a Viareggio, dove era stato praticato lo. A Firenze, nel novembre 1917, diventa infermiera: samaritana: le sue giornate nell'ospedale militare e la cura dei feriti. La cugina e lo zio se ne vanno dopo un litigio con la mamma. Il ritorno di Mario, premuroso e pio, che la fa riavvicinare a Dio e comincia a guardarla con occhi diversi. Il suo carattere di passionale, anzi di appassionata, ma non di sensuale. Cerca di persuadere Mario a desistere dal pensare al matrimonio, anche nella prospettiva del diniego materno. Mario si accorge delle sue penitenze e la spinge alla frequenza dei sacramenti. Dopo aver preso, con la mamma, la "spagnola", offre la propria vita per il mantenimento della pace raggiunta il 4 novembre 1918.

 

Il 1919
Sente peggiorare la sua salute, desidera uscire dal mondo, deve abbandonare il servizio ospitaliero. Arriva a Firenze la cugina Clotilde, con la quale va a Torino e poi a Monza. Torna fiduciosa al Collegio, dove è ricevuta freddamente fino ad essere praticamente respinta. I nuovi colpi di dolore la spronano verso Dio. L'esplicita richiesta di matrimonio di Mario, respinta dalla mamma, viene da lei accolta dopo le parole del colonnello e il consiglio di tre persone. Il suo pregare ancora molto umano e la visita di Mario che si comporta da fidanzato. Il 17 marzo 1920 viene colpita violentemente alle reni e sta molto male per tre mesi, ma è rassegnata a morire poiché ha fede nella misericordia di Dio, rassegnazione che oggi vede superata e assorbita da un amore totale. Con uno stratagemma, la mamma fa rompere i suoi rapporti con Mario, e poi la porta a Montecatini fino alla partenza per Reggio Calabria in settembre.

           
In Calabria
A Reggio Calabria, dove giunge il l0 ottobre 1920 ed è ospite negli alberghi dei cugini, si immerge nella stupenda natura del luogo, ma pensa a Mario, è assalita dai rimpianti e si rifugia in Dio. I cugini e i loro contrasti con la mamma. I libri di Clotilde e il gran bene ricevuto dalla lettura del romanzo Il Santo di Fogazzaro, che la spinge nel mare della misericordia divina. Il puntiglio del babbo, il ritorno dei genitori a Firenze, la cartolina di Mario. Mentre peggiora nella salute fisica, sente potenziare la vita psichica fino ad avvertire una unione con Mario, e riceve una lettera della zia di lui. L'incon_ tenibile gioia della visita di Mario e il progetto del loro matrimonio. Lo scrive alla mamma, che reagisce con violenza e poi agisce con astuzia riuscendo a troncare il fidanzamento. L'arrivo dell'ufficiale di marina, che casualmente riferisce sulla rovina di Mario. Il dolore del tradimento di Mario e il ricordo delle lettere. Cresce il suo amore a Dio e si riaccende il suo trasporto per S. Francesco, ma per vergogna non entra ancora nel terz'ordine francescano, preferendo bonificare intanto la propria anima, dove Cristo viene a seminare fino a vivere Egli stesso in lei.
 
Ritorno a Firenze
Costretta a lasciare la pace di Reggio Calabria, dove la sua salute, è rifiorita, torna dai genitori a Firenze il 2 agosto 1922. Riaffiorano i sistemi della mamma che questa volta vuole farle cercare un lavoro, ma la sua salute torna ad alterarsi. L'incontro fortuito con Mario disfatto, che ella cerca di giustificare dentro di sé. Il suo cammino verso Dio, noncurante delle obiezioni materne, e la benefica scoperta del Vangelo di Luca la portano alle dolci visioni e alla definitiva penetrazione nel soprannaturale.

 

4a Parte

 

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Differenza tra l'amore umano e l'amore divino, tattica di Gesù nell'impossessarsi di lei, benedetto il dolore che le ha dato la pace. Imperfezioni della sua prima offerta del 1923. Dopo aver conquistato l'anima di una vecchietta si delinea nella sua mente un programma di penitenza, rischiando di essere presa per pazza in famiglia. Il trasferimento a Viareggio nel settembre 1924.

 

«Per vivere in un atto di perfetto amore»
Offrirsi all'amore è offrirsi al dolore, secondo l'insegnamento di S. Teresa del Bambino Gesù. La nuova vita a Viareggio e la grazia di avere una casa come la desiderava. Dopo aver letto la Storia di un'anima di S. Teresina compie l'atto di offerta all'Amore misericordioso, imitando la Maddalena nella sua impulsività, e cresce in lei l'ansia di sacrificarsi per amore gustando la gioia di essere vittima. Gesù agisce in lei. Desidera entrare nella Compagnia di S. Paolo, ma glielo impediscono la salute sempre più scossa dai faticosi lavori di casa e l'egoismo della madre di cui deve curare i malanni immaginari; perciò deve accontentarsi delle briciole di un apostolato nascosto ma ricco di amore. Vuole entrare nell'Azione Cattolica ma è respinta. Nella domenica delle Palme del 1927 risponde con il sacrificio dell'amor proprio all'ingratitudine di una famiglia di cui ha curato il giovane figlio in fin di vita, e ne è compensata dal Signore con un bagno di amore che la libera dai resti della sua umanità immergendola in una sete di immolazioni. Decide di entrare nel terz'ordine francescano. A Cremona nel 1929 ha notizia dell'Azione Cattolica della sua parrocchia e si accentuano i suoi disturbi cardiaci. Il valore del sacrificio per l'anima generosa e il significato che questo ha per lei sono una certezza che le addolcisce le sofferenze e i contrasti. Finalmente è accolta nell'Azione Cattolica, dove coglie i primi successi come delegata di cultura delle giovani.
 
Estate 1930. «Ecco la croce del Signore, fuggite potenze nemiche»
Il suo culto alla Passione del Signore e alla Ss. Trinità, in special modo alla prima e alla terza Persona. La terribile sofferenza provata in chiesa nel venerdì santo del 1930. Un ospite preso in casa come pensionante fa dello spiritismo: ella ne ha la netta sensazione e lo combatte con il crocifisso.

 

«Voglio che tu sia vittima della divina Giustizia oltre che sollievo del mio Amore»
Fa la conoscenza di Benigna Consolata Ferrero. Pronuncia i tre voti, superando gli ostacoli di un sacerdote (e parla dei sacerdoti non santi) e della mamma che progetta per lei dei matrimoni assurdi. La sua abitudine delle meditazioni scritte, il suo ruolo contrastato di assistente ecclesiastico in Azione Cattolica, il valore per lei insostituibile del testo del Vangelo. Approfondisce la conoscenza di Suor Benigna e scopre di avere forti affinità con costei come con S. Teresina. Si prepara alla seconda offerta con qualche timore e facendo penitenza, ma sentendo che Dio ha bisogno di lei. Contrasti delle dirigenti dell'associazione di Azione Cattolica, dove tiene conferenze con crescente successo. Premonizione di un pericolo e proposta, che viene respinta, di spronare al sacrificio le aderenti all'Associazione. Le scenette succedute alla soppressione dei circoli di Azione Cattolica. Pochi giorni dopo aver sofferto un'agonia di sangue con premonizioni di eventi futuri, u i- luglio 1931 compie l'offerta alla divina Giustizia divenendo "Maria della Croce".

 

«Io debbo ancora essere battezzato con un battesimo e come non sono angustiato finché esso non si compia!»
Comincia per lei l'ora del Getsemani che durerà dieci anni: la percezione della futura tragedia, l'aggravarsi del suo stato di salute, i soprusi in famiglia e le invidie nell'Associazione, il suo dolore senza il divino conforto, incomprensioni di medici e sacerdoti. Il 4 gennaio 1932 si sente male per asfissia e vede il suo angelo, e poi va a tenere ugualmente la sua conferenza al Circolo .

 

5a Parte

 

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Il suo ruolo di "mamma" per le giovani socie di Azione Cattolica e l'arte di capire i cuori, le ingiustizie ricevute dalle dirigenti e il sacrificio dell'amor proprio. La mamma di Marta Diciotti e la conoscenza di Gemma Galgani. Apre una parentesi per rispondere al Padre Migliorini: sulle anime penitenti che sostengono i sacerdoti, sull'azione di Gesù che ha riempito di Sé l'anima di lei evitando l'assalto di ogni male, sul dolore come prova voluta da Dio e sulla pace che ne viene, sull'abbandono di Dio. Dolore di Gesù per la defezione delle anime. Sogni e premonizioni sulla situazione attuale. Mentre tiene la conferenza su S. Giovanna d'Arco si sente molto male e viene riaccompagnata a casa dove subisce varie angherie, ma comprende di essere avviata all'infermità e di dover soffrire di più essendo cresciuto il suo amore. L'ultima Messa cui partecipa in chiesa e il lungo digiuno eucaristico. Amore e nostalgia per la natura. Dal 4 gennaio 1933 inizia la sua clausura, voluta dal suo desiderio d'immolazione e confortata dalle promesse del Signore. Comincia a ricevere visite e, dopo altri dispiaceri e cure sbagliate, il 10 aprile 1934 diventa completamente inferma. Il suo periodo di intenso trasporto d'amore. La scultura del crocifisso che resta in casa per tutta la Quaresima. Le sue pressanti richieste di dolore e di amore e il tormento lacerante ricevuto nel Venerdì Santo 1934 la configgono nella Croce.

 

6a Parte

 

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Le reazioni diverse che si subiscono quando si diviene completamente infermi, il fascino della Comunione dei Santi, la sua gioia nell'accettare l'infermità. Tentazioni sull'inutilità del suo pregare e partenza del medico curante. La fiduciosa missione della "violetta" e dello "strumento". Il cambiamento del medico e le cure sbagliate, la persecuzione demoniaca permessa da Dio come prova d'amore e il patto di offrire agonie in cambio di anime. Ha una grave congestione e riceve il Viatico, sta molto male per diagnosi contraddittorie ma trova finalmente il medico giusto, rinuncia a guarire in favore di altri malati perché la sua missione è soffrire. Una voce interna la ammonisce su quanto sta scrivendo. La mamma, che prende una broncopolmonite, è sempre insofferente e tormenta il marito i cui disturbi si aggravano. Il 2 febbraio 1935 si manifesta la sua paresi, ne è felice e fa un solenne patto per riscattare anime. La provvidenziale vincita di un premio finanziario. Diventa zelatrice di sofferenza nell'Apostolato della Preghiera, comprende certe deviazioni nelle donne malate, subisce turbamenti nella carne. Sogna la mamma di Marta Diciottì, che perciò viene accolta in casa. Precisa quale fosse il suo stato per il male ovarico e si prepara a parlare di una cosa dolorosissima.

 

7a Parte

 

La morte di mio Padre
Rievoca gli ultimi giorni di vita di suo padre, morto il 30 giugno 1935. Il suo grande dolore che rasenta la pazzia e le reazioni della mamma. Le indiscrezioni di due signorine e le indagini su Mario, che però ella ha sognato come morto. Le paranoie della mamma e il testamento del babbo. Il libro mancato e l'intruglio nella minestra.

 

«Date senza speranza di utile»
Il suo beneficare senza avere il contraccambio, soprattutto nei confronti della mamma che allontana gli amici e non ama la figlia. Prende su di sé la malattia di una bambina morente per salvare dalla disperazione un padre. La carità che copre i peccati, la sofferenza offerta per gli avvenimenti della guerra, le grazie dei piccoli conforti all'umile violetta che ama le spine. Il periodo tremendo delle tentazioni non sempre vinte ma pure utili. I piccoli fiori sono i prediletti di Dio. Le ore del Getsemani e l'ufficio delle vittime: colloquio con Cristo crocifisso. Una promessa venuta dall'Addolorata.

 

1940-1942. Crux sancta sit mihi lux
Preghiere per la pace e premonizioni di guerra. Le carenze nell'assistenza spirituale. Il peggioramento della sua salute. Corrispondenza con il cugino spiritualista e suo "messaggio". Guida amorosa di Dio che per farla procedere nella sua via si è servito di tutto, anche delle altre religioni che hanno sempre un riflesso della vera. Colpe circa la purezza, sensibilità al peccato, natura del suo amore a Dio. Visita beatificante dell'Amore. L'apostolato nella malattia, il segreto per giungere all'immedesimazione col Cristo, la schiavitù d'amore e la donazione di sé. Necessità e funzione delle imperfezioni, bontà di Dio e confidenza in Lui. Ancora sul valore insostituibile del Vangelo, soprattutto per poter amare il dolore. Ha realizzato il sogno mistico della sua giovinezza. La sincerità del racconto della sua vita e il canto della sua anima.

 

Appendice

 

Da allegarsi alla mia autobiografia
Dichiarazione sugli studi fatti, sulle pratiche di pietà e sulle letture.