L'Enigma Valtorta CEV - 2010

 

Inchiesta in Fenicia

 


 

Maria Valtorta menziona a più riprese, nella sua opera, Alessandroscène, città antica e pochissimo conosciuta ai nostri giorni; ne dà delle descrizioni precise e dettagliate della sua localizzazione.

 

In 5.328: "secondo l'indicazione del cippo romano: “Alessandroscene - m.V°”, è una vera e propria scala nel monte roccioso ed erto che tuffa il muso aguzzo nel Mediterraneo".

 

 (...) "Solo pedoni e somarelli percorrono quella via, quella gradinata, sarebbe meglio detto.

(...) "Questo deve essere il capo della Tempesta», dice Matteo indicando il promontorio che si spinge in mare... «Dalla vetta vedremo Alessandroscene oltre la quale è il capo Bianco... "

(...) Ad Alexandroscène. Vedi? La strada già scende. Già è pianura fino alla città che si vede là, in basso."

 

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"Una vera scala nella montagne" secondo un'incisione del 19° secolo.

 

 

(…) Alessandroscène (…) Accucciata come è fra i due promontori, sembra una sentinella messa a guardia di quel pezzo di mare. Ora che l’occhio può guardare l’uno e l’altro capo, ... verso la marina, troneggia il Castro imponente..."

Più oltre (5.330): "cercando raggiungere la strada che dal mare viene verso l’interno. Deve essere la stessa che si biforca ai piedi del promontorio, fatta nell’andare ad Alessandroscene..."

 

Poi di nuovo (7.474): "sulla strada a gradini tagliati nella roccia, dove si sono spinti per giungere all’ultimo paese di confine fra la Siro-Fenicia e la Galilea – e deve essere quella vista da me quando andavano ad Alessandroscene..."

 

 

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Rock Hanikra "sperone della montagna che avanza verso il mare" visto da Aczib

 

Ora, tutte queste descrizioni sono perfettamente esatte e verificabili oggi !

 

Situata all'extremo nord di Israele, Roch Hanikra (o Ras el-Nakoura) dispiega le sue falesie di gesso bianco nel Mediterraneo. I pellegrini cristiani avevano denominato questo sito Scala Tyriorum, scala di Tiro. Alessandro il Grande fa scavare verso il 333 a.C. quelle scale (o gradini) per i suoi soldati e le loro cavalcature. Poi esse furono imboccate dalle legioni romane e dai crociati. Sito praticamente dimenticato ai nostri giorni, non ne sussistono più che poche incisioni del 19° secolo...

 

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Le "Scala di Tiro" secondo un'incisione del 19° secolo

 

Proprio come Maria Valtorta l'ha letto sul cippo romano, la città era effettivamente a 5 miglia romane (m V) (ossia esattamente 7,5 km) dal luogo in cui cominciano le scale di Tiro, come hanno confermato scavi recenti (a 4 km a nord della base militare dell'ONU di Naqurah).

 

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Il Capo Bianco (Promontorio Album) (el Bayada), e Tiro all’orizzonte

 

Ecco come era descritta questa regione nel 2007 da una guida turistica di Tiro:

"Tra due promontori della costa fenicia, il Ras el Bayada [1] e il Ras en Naqurah, si situano le rovine di una città considerevole senza storia, se non fosse perchè Alessandro il Grande vi dimorò dopo la cattura di Tiro. In suo onore fu costruita una città chiamata Alessandroscene".

 

Perfetta coerenza con Maria Valtorta !

Questa città sussisteva ai tempi di Gesù, poichè il pellegrino di Bordeaux [2], nel 333, menziona di avervi fatto tappa. Ma nel 19° secolo ne restavano solo poche pietre. [3]

 

Una semplice foto del "roch Hanikra" (vedi sopra ) giustifica quest'altra descrizione (5.318): "uno sperone di monte che viene verso mare", e (5.325) "uno sperone di nave, molto simile alle nostre Apuane per vene rocciose biancheggianti al sole."

 

 


[1] Anticamente Ras el Abyadh, capo bianco, il nome esatto citato da M.Valtorta!

[2] Il "Pellegrino di Bordeaux" o "Anonyme de Bordeaux" o "Burdigalensis" è il primo racconto (333) di un pellegrinaggio in Terra Santa che possediamo.

[3] Secondo la testimonianza di Victor Guérin - Terre Sainte T2 page 143.